Taccuino di scrittura – esercizio n.8

Una stanza tutta per sé- Pagina Bianca

Ad ondate i ricordi mi avvolgono ed anche se cerco di evitarla,  la malinconia mi assale.
La scuola è finita suona l’ultima campanella e l’eccitazione giunge all’apice. Ci mettiamo  tutte in fila per due i grembiuli stropicciati, i colletti bianchi di sghembo, il fiocco rosso disfatto, fa caldo ma saltellate incuranti del sudore e del disordine.
Finalmente si apre il portone e uscite incontro all’estate ed alle vacanze.
Ci vediamo dopo pranzo dai frati è l’accordo comune
La strada è tranquilla non ci sono automobili solo biciclette, le vostre che saranno le complici più fidate per i prossimi tre mesi.
Una corsa in giardino, un saluto alla mamma e poi via verso l’estate.
Il giardino profuma di glicine e di caprifoglio, il giardiniere è appena passato e tutto odora anche d’erba tagliata.
Sotto il berceau della robinia abbiamo costituito la base della combriccola, ognuna ha il suo ruolo che manterrà per tutta la durata del gioco
L’altalena è la più ambita ma abbiamo imparato a fare a turno, ognuna si esibisce nelle sue prodezze e per fortuna non ci sono caduti sul campo.
Si gioca per giorni, ogni mattina una nuova avventura : una volta con le bambole una volta fingendo di essere agenti segreti,  capita spesso di riprendere la storia inventata il giorno prima.
Lo spazio è davvero tanto, ce n’è per tutte le avventure
Con le fidate biciclette si svolta prima del passaggio a livello e si arriva al seminario dei frati nel piazzale della chiesa, lì ci si può esibire nelle evoluzioni più spericolate  e le gare di velocità si fanno nel vialetto alberato che porta alla Cappella del Noce.
Dei frati nemmeno l’ombra, noi sole a correre
In fondo vicino alla cappella c’è il convento delle suore di clausura e proprio per questo nella chiesetta hanno montato una grata che divide lo spazio aperto ai fedeli da quello riservato alle suore. Non le abbiamo mai viste erano solo ombre ed alle volte sentivamo dei canti o delle preghiere, intimorite dalla loro riservatezza restavamo lontane e rispettavamo così la loro volontà di escludersi dal mondo
I pomeriggi infuocati delle estati della mia infanzia, non erano mai un freno alla  libertà, ai giochi ed alla spensieratezza

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2 pensieri su “Taccuino di scrittura – esercizio n.8

    1. Bravissima! A me piacciono tanto le tue descrizioni curate, mi piace la tua capacità di evocare luoghi e situazioni. L’unica cosa che mi manca è che questo più che un racconto a sé stante sembra l’ambientazione di una storia di più ampio respiro, per cui io lettrice arrivo in fondo con un sentimento d’attesa e scopro che è finita. Tieni da parte questo quadro, a mio avviso un giorno si incastrerà in un’opera più grossa.

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