Lei

 

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Oggi è stata la prima domenica senza niente da fare …. Ho stirato, impastato la pizza, cotto un po’ di verdura, sistemato poco, perso tempo a giocare ai solitari sul cellulare. Purtroppo ho pensato molto. Mio marito è stato assorbito dal calcio ed io sono rimasta sola in casa, complice un diluvio continuo non sono nemmeno uscita a comprare il giornale. Ovviamente il mio umore ne ha risentito ed il peso che ho sul cuore è diventato via via più pesante.

E’ vero è stato un anno duro e difficile ma anche ricco di momenti speciali vissuti con lei teneramente. Le domeniche in particolare, le ho trascorse spesso insieme a lei ed erano giornate lunghissime con una loro routine. Arrivavo alle 9 per evitare che restasse troppo da sola, la signora che dormiva con lei se ne andava verso le 8,30. Ci bevevamo un buon caffè e cominciavamo a chiacchierare. Più che altro doveva darmi commissioni da fare, acquisti vari che lei non poteva più fare visto che non usciva. Quanti desideri aveva e quante necessità, dalle medicine alle calze o una camicia da notte nuova. Aveva in mente persino di sistemare la sua pelliccia di visone, renderla più attuale e moderna! Poi alle 10 ascoltavamo la messa alla tv, in realtà dopo poco lei si addormentava e io facevo i solitari con il cellulare, ma era un momento di silenzio e riflessione. Mi piaceva guardarla appisolarsi, ripiegata su se stessa sulla sua poltroncina. Ero lì con lei e stavo lì per essere d’aiuto. In quei momenti quieti i ruoli si invertivano, provavo un infinito senso di responsabilità e sentivo che stavo diventando adulta. Non più figlia ma madre, mi stava consegnando il suo scettro. Alle 11 arrivavano nipoti grandi, lei si rimetteva al centro della scena e dispensava consigli e pareri, voleva tutti gli aggiornamenti dei ragazzi, del loro lavoro e della loro vita. Finchè è stata bene ha potuto a tenere banco, quando ha iniziato a peggiorare si notava come si sforzava a concentrarsi, a seguire i discorsi, ad essere lucida, anche se è sempre stata presente. A seguire veniva il nostro pranzo per lei molto frugale ma arricchito sempre dalle pastine, bignè e cannoncini che non mancavano mai e che lei mangiava con voracità incredibile. Il pomeriggio lo abbiamo dedicato negli ultimi mesi  alla visione di uno sceneggiato che le piaceva moltissimo Downton Abbey , ambientato nell’ Inghilterra del 1920.   Si è divertita ed io con lei, anche se lo avevo già visto. Era bello commentarlo, sorriderne, vederlo insieme. Ecco non facevamo molto altro, nelle giornate buone andavamo a guardare i suoi terrazzi pieni di fiori altrimenti restavamo vicine, mi portavo il lavoro all’uncinetto e mi aiutava a scegliere gli accostamenti dei colori, guardavamo i tutorial su youtube, ogni tanto le accarezzavo la testa, le davo un bacio, le facevo le mie confidenze, le raccontavo i nostri progetti di viaggio, i programmi per la prossima primavera e l’estate. Anche lei li aveva, li ha avuti fino alla fine. Il suo attaccamento alla vita è sempre stato forte e ha saputo essere volitiva fino in fondo. Si è curata con costanza e obbedienza ha seguito i consigli dei medici. Ho cercato di esserle vicina, di avere pazienza e quando perdeva il filo del discorso cercavo di darle il tempo di ricordare. E’ stato facile aspettarla per il suo cammino lento,  ho cercato di lasciarle la sua dignità aspettandola fuori dal bagno, ho fatto del mio meglio. Ed ora che non c’è mi rimangono dei vuoti ricordi, le sue fotografie che guardo con avidità cercando la vita che abbiamo condiviso . L’ho amata e soprattutto ammirata tanto. So di averla anche detestata tanto perché sapevo di non piacerle fisicamente, invidiata perché riusciva ad essere sempre in ordine, tollerata poco per le sue rigidità ed i suoi pregiudizi. Mi sento in colpa di un milione di mancanze e di assenze, nonostante creda di aver fatto tutto quello che mi è stato possibile fare soprattutto nell’ultimo anno.

Credo comunque di essere stata fortunata ad averla avuta con me fino ad ora, e fino a pochissimo tempo fa potevo contare sui suoi consigli e le sue opinioni.  In questi pensieri cerco di trovare conforto e pace.

 

 

 

Nebbia

Dove e quando ci siamo persi?

Non è importante tanto sapere di chi è la colpa ma scoprire il momento in cui abbiamo cominciato ad allontanarci, ognuno pensa ad altro, non c’è più noi, ci sono io e ci sei tu.

E’ triste tanto triste.

La nebbia rende tutto più confuso e spaventoso perchè non ti fa vedere l’orizzonte, non si vede la strada che riporta alla complicità ed alla tenerezza.

Ci si sente allora profondamente soli.

Pare facile

volersi bene.

Ci sono sempre mille cose da fare, persone a cui dare retta, esigenze altrui da soddisfare e intanto il tempo passa e le piccole magagne diventano grandi e più impegnative. Sarà che è stata una giornata impegnativa e intensa, così come lo sono tutte ultimamente. Cariche di pensieri cupi e malinconie.

Volermi bene sta diventando una delle priorità, troppi segnali mi dicono che non va per niente bene. Ripetendomi come un mantra questa affermazione ho affrontato la situazione e ho cercato di prendere delle decisioni sagge (ovviamente costosissime).

Oggi ho fatto la prima seduta di fisioterapia. Il fisioterapista è un giovanotto gentile e disponibile, paziente ed educato, la sala attrezzi ingombra di macchine, gli altri pazienti tutti vecchi, ma vecchi forte, tanto che alla fine mi sono sentita proprio come loro. Movimenti difficili, elasticità a zero, la pancia che ingombra, la memoria che non mi aiuta. Solo fino ad un paio di anni fa frequentavo regolarmente una palestra dove mi esibivo con vigore ed energia…. ora sono un plantigrado spiaggiato, e basta.

E’ stato un momento davvero difficile quasi da scappare via ma non l’ho fatto e non lo farò. Non mancherò al prossimo appuntamento con la nutrizionista, e salire sulla bilancia non sarà mortificante. Questa volta non ho scampo se non voglio trovarmi in ospedale. Ritroverò quella parte di me stessa che si nasconde sotto l’enorme pannicello adiposo, rivedrò la punta dei miei piedi. Mi vorrò bene nei prossimi mesi, sperando che nessuno remi contro, nemmeno io. Promesso !  ( lo so che l’ho già detto troppe volte ma abbiate pazienza e datemi fiducia)

Le detesto

Post ad alto tasso di lamenti ( stasera non ho intenzione di inibirmi)

………….

Invece ho cancellato tutto non ne vale la pena ci sono cose molto più importanti nella vita e bisogna guardare quelle.

 

Pomeriggi

Non credo potrò mai dimenticare questi lunghi pomeriggi domenicali trascorsi insieme. Te ne stai un po’ storta seduta sulla tua poltroncina, fumi l’ennesima sigaretta, bevi un po’ di succo di pompelmo ed acqua minerale, guardi la televisione, poche parole, qualche breve commento e le ore scorrono via. Siamo sole, non abbiamo bisogno di parlare. Io lavoro all’uncinetto e ascolto l’audio dello sceneggiato che ho già visto, e ti guardo ripensando al passato, a quella che eri. Downton Abbey è proprio adatto ad una come te. Sono felice che ti piaccia e che ti faccia trascorrere questi pomeriggi in serenità. Ci soffermiamo soprattutto sui vestiti e sui paesaggi, a me viene in mente la nostra grande casa dell’infanzia, per carità ben più piccola di quel castello, ma aveva una sua bella presenza anche lei! Ti rivedo in cima alle scale dell’entrata ad accogliere i tuoi numerosi ospiti da perfetta padrona di casa. Eri veramente inappuntabile. Elegante al punto giusto, cortese ed amichevole, ma il tuo carattere forte ed il tuo sguardo non concedevano troppe confidenze, se non volevi.

Cerco disperatamente di memorizzare ogni momento per non dimenticarlo troppo alla svelta. Mi prende la malinconia ma cerco di sorridere per nasconderti quanta paura ho, perchè dopo sarà tutto diverso ma di una diversità che non conosco e che mi spaventa.

Non ho l’età

 

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Le ossa scricchiolano abbondantemente, cigolano doloranti e non ne posso più di sentire dolore. Ora devo pure stare attenta al freddo che se no mi viene la sciatalgia. Non ho più l’età per fare la spiritosa e vestirmi leggera. Tirerò fuori le canottiere di lana, va bene.

Questi anni che passano sono proprio una rottura.

Ma ci sono anche i lati positivi. Pochi per carità ma significativi.

Sono diventata una buona ascoltatrice, ho imparato a contare fino a 10 prima di parlare, ho imparato a chiedere scusa, ho l’autorevolezza per dare buoni consigli, ho anche la capacità di comprendere e perdonare le manchevolezze altrui.

Avrei voglia di fare tante cose, per adesso non si può. Vivendo questo difficilissimo periodo quasi divento paziente, non mi cruccio per le occasioni mancate, aspetto e cerco di apprezzare i giorni che trascorrono così come sono, anche se sono alle volte un po’ noiosi.

Lavoro all’uncinetto con discreti risultati. Mi lamento meno possibile.

Non faccio progetti se non a brevissimo termine. In un attimo tutto può cambiare.

Guardo alla sostanza e non tanto alla forma.

Ho più cura delle mie forme! La mia alimentazione è sana e morigerata e poi nuoto, con vigore e soddisfazione. Mentre nuoto ascolto solo il mio respiro e parlo idealmente con P., mio cugino. Gli racconto le mie faccende, le mie preoccupazioni ed ogni discorso scivola via, bracciata dopo bracciata, con leggerezza fino a sentirmi svuotata dalle preoccupazioni e carica per affrontare la giornata.

Bella sensazione, la raccomando.

 

Un nuovo inizio

Vorrei che in sottofondo ci fosse ancora lo sciabordio del mare ma c’è solo il rombo delle auto. L’estate volge alla fine e, nonostante il caldo anomalo, la durata del giorno si è sensibilmente ridotta, le scuole sono ricominciate, la piscina ha riaperto e mi devo assolutamente ricordare di lavare i golf, altrimenti ai primi freddi non sapremo come vestirci. 

Come per molti anche per me questo è il vero inizio dell’anno, il momento dei buoni propositi, dei progetti, della speranza che qualcosa cambi in meglio. 

Sono sempre tante le preoccupazioni ma tra i tanti impegni ora è necessario mettere in primo piano la cura del sé, esteriore ed interiore

Dopo aver sostituito la sigaretta con l’e-cig ed aver quasi annullato la nicotina manca poco all’abbandono di tutto questo armamentario per sentire il gusto della libertà dal fumo. Manca poco, che ce vò (dicono i più) io invece  voglio poter avere il mio tempo e me lo prendo. 

Come sempre sono una ribelle alle imposizioni.

Adesso è imperativo un nuovo obbiettivo : recuperare la forma fisica e con lei migliorare la salute. 

Qui il discorso si fa più complesso, ci sono di mezzo anni di disistima, di mortificazioni, di umiliazioni, di sofferenza che pochi possono comprendere. E’ possibile che io abbia incontrato una persona che avendo l’approccio giusto, forse, sarà in grado di aiutarmi in questo nuovo percorso. Dicono che non è mai troppo tardi per volersi bene, voglio crederci e devo farlo. 

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Ho letto questo e lo consiglio. Ho ritrovato tanta me stessa, ho pianto, ho sorriso, ho riflettuto a lungo, per una volta ho incontrato un corpo grande che diventa una risorsa, un trampolino di lancio perché chi ci vive dentro ha imparato a credere in se stessa e ha accettato la propria fisicità.  Per arrivare a sentirsi bene con se stessa ha dovuto risolvere le sue insicurezze e ritrovare il senso di libertà che solo l’autodeterminazione ti può dare. 

Step by step …. ci riprovo e che sia un nuovo inizio davvero.