dissapori

 

Hai detto e scritto tante cose talmente brutte e dolorose che sono rimasta senza parole. E non solo tu. Mi dispiace moltissimo ma voglio cercare di cogliere quel poco di positivo che è rimasto.

Intanto mi hai scritto e non pensavo lo avresti fatto. Hai espresso nero su bianco i tuoi pensieri e da quelli voglio ripartire, non discuterli ma proprio ripartire. Purtroppo non mi hai permesso di finire il mio discorso che con tanta fatica mi ero preparata proprio per evitare di sbagliare. Diciamo che non ci sono proprio riuscita. Volevo tentare di trovare la quadratura al cerchio, cioè scovare insieme il modo per riuscire a farti realizzare i tuoi desideri con uno sguardo realistico della situazione. Non basta volere fare la guerra per vincerla, bisogna saperla vincere ed avere nel proprio arco le frecce giuste.

Erano tante le cose che ti volevo chiedere, perché non serve schierarsi ma importante e saper superare con acume e furbizia gli ostacoli.

Hai altre proposte ? Io non ho preso decisioni né fatto scelte definitive, volevo cercare di analizzare la situazione e sono sempre dell’idea che a guardarci insieme si vede meglio.

Sono volate parole grosse e me ne rammarico, non era mia intenzione, ma mi sono sentita aggredita ingiustamente ed ho risposto in malo modo. Capita. Tu credi che ci sia una persona sola che ti comprende ma dimentichi quante volte nel passato ti ho difeso e ho lottato per te, non sai quanto ho subito per te ma l’ho fatto sempre volentieri perché era giusto e non ti meritavi di essere trattato male.

Scrivi che A. non è nulla, ecco questo mi addolora molto perché è l’uomo che amo, con il quale spero di trascorrere ancora molto tempo, mi sorregge e mi vuole bene, come ne vuole a te e C., ha i suoi difetti, chi non ne ha, ma sul suo amore, sulla sua onestà, sulla sua disponibilità nessuno può dubitare. Dubito forse io che C. non ti ami? Che non sia importante per te e viceversa? Perché non devi avere lo stesso sentimento per lui? C’entra eccome , è parte fondamentale della mia vita, così come tua moglie lo è per te.

La famiglia è un insieme di persone che si vogliono bene a prescindere, che non si minacciano l’una con l’altra, che hanno pazienza ed accettano i limiti degli altri, nessuno è perfetto ma volersi bene vuol dire andare oltre, non pensare solo a ripicche e litigi passati, a me questo mi ha insegnato il nonno. Questo è il mio concetto di famiglia. Non dovermi difendere dai miei stessi figli. Non dovermi sempre e per forza schierare, la nostra forza se serve è nella nostra unione non nella divisione. Purtroppo stiamo facendo proprio questo.

Ribadisco comunque che non sono riuscita a dire quello che volevo e che hai estremizzato le mie parole, sempre che tu voglia credermi. Se quello che vuoi da me è di smettere di pensare con la mia testa mi spiace ma non posso dartelo sono troppo vecchia, se devo “schierarmi” io mi schiererò solo con il buon senso mai con la prevaricazione né con l’odio. Bisogna sempre saper perdonare e vedere quali sono le cose davvero importanti.

Sicuramente volendo cercare ci sono altre soluzioni ed altri modi per affrontare tutto questo, sono qui , in una famiglia normale si litiga, ci si chiarisce e si fa pace. Bisogna volerlo.

Pensaci

 

In questi giorni

Rimandare o fare?

Bisognerebbe fare, essere positivi, propositivi, attivi. Bene io non ci riesco. Sto ferma, paralizzata dalla paura, dall’assenza, dal senso di vuoto. Bisogna prendere delle decisioni e sono importanti , ne va del futuro. Invece rimando, infilo la testa sotto la sabbia, togliendomi anche l’aria.

Dove trovo la forza per ricominciare a vivere senza aver solo voglia di fuggire?

Non esiste più nulla di quello che fino a tre mesi fa mi circondava e rassicurava, sento solo la solitudine ed i rancori; smembrare le cose è straziante e vorrei che fosse qualcun altro a farlo al posto mio perchè ogni volta che sfioro un piatto, un vaso, un lenzuolo rivedo le sue mani amorevoli che con cura riponevano ogni oggetto al proprio posto. Il suo profumo non si sente più, se infilo la testa negli armadi c’è un odore inconsueto e sconosciuto. Mentre ci dividiamo, in gelida armonia, le tantissime cose rimaste mi sembra che le nostre mani siano rapaci e violino l’intimità di due persone che per sessant’anni si sono amate e con amore hanno accumulato oggetti che avevano per loro un’importanza che ci resta sconosciuta.

Intanto è notte, è buio sia fuori che dentro,

 

Lei

 

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Oggi è stata la prima domenica senza niente da fare …. Ho stirato, impastato la pizza, cotto un po’ di verdura, sistemato poco, perso tempo a giocare ai solitari sul cellulare. Purtroppo ho pensato molto. Mio marito è stato assorbito dal calcio ed io sono rimasta sola in casa, complice un diluvio continuo non sono nemmeno uscita a comprare il giornale. Ovviamente il mio umore ne ha risentito ed il peso che ho sul cuore è diventato via via più pesante.

E’ vero è stato un anno duro e difficile ma anche ricco di momenti speciali vissuti con lei teneramente. Le domeniche in particolare, le ho trascorse spesso insieme a lei ed erano giornate lunghissime con una loro routine. Arrivavo alle 9 per evitare che restasse troppo da sola, la signora che dormiva con lei se ne andava verso le 8,30. Ci bevevamo un buon caffè e cominciavamo a chiacchierare. Più che altro doveva darmi commissioni da fare, acquisti vari che lei non poteva più fare visto che non usciva. Quanti desideri aveva e quante necessità, dalle medicine alle calze o una camicia da notte nuova. Aveva in mente persino di sistemare la sua pelliccia di visone, renderla più attuale e moderna! Poi alle 10 ascoltavamo la messa alla tv, in realtà dopo poco lei si addormentava e io facevo i solitari con il cellulare, ma era un momento di silenzio e riflessione. Mi piaceva guardarla appisolarsi, ripiegata su se stessa sulla sua poltroncina. Ero lì con lei e stavo lì per essere d’aiuto. In quei momenti quieti i ruoli si invertivano, provavo un infinito senso di responsabilità e sentivo che stavo diventando adulta. Non più figlia ma madre, mi stava consegnando il suo scettro. Alle 11 arrivavano nipoti grandi, lei si rimetteva al centro della scena e dispensava consigli e pareri, voleva tutti gli aggiornamenti dei ragazzi, del loro lavoro e della loro vita. Finchè è stata bene ha potuto a tenere banco, quando ha iniziato a peggiorare si notava come si sforzava a concentrarsi, a seguire i discorsi, ad essere lucida, anche se è sempre stata presente. A seguire veniva il nostro pranzo per lei molto frugale ma arricchito sempre dalle pastine, bignè e cannoncini che non mancavano mai e che lei mangiava con voracità incredibile. Il pomeriggio lo abbiamo dedicato negli ultimi mesi  alla visione di uno sceneggiato che le piaceva moltissimo Downton Abbey , ambientato nell’ Inghilterra del 1920.   Si è divertita ed io con lei, anche se lo avevo già visto. Era bello commentarlo, sorriderne, vederlo insieme. Ecco non facevamo molto altro, nelle giornate buone andavamo a guardare i suoi terrazzi pieni di fiori altrimenti restavamo vicine, mi portavo il lavoro all’uncinetto e mi aiutava a scegliere gli accostamenti dei colori, guardavamo i tutorial su youtube, ogni tanto le accarezzavo la testa, le davo un bacio, le facevo le mie confidenze, le raccontavo i nostri progetti di viaggio, i programmi per la prossima primavera e l’estate. Anche lei li aveva, li ha avuti fino alla fine. Il suo attaccamento alla vita è sempre stato forte e ha saputo essere volitiva fino in fondo. Si è curata con costanza e obbedienza ha seguito i consigli dei medici. Ho cercato di esserle vicina, di avere pazienza e quando perdeva il filo del discorso cercavo di darle il tempo di ricordare. E’ stato facile aspettarla per il suo cammino lento,  ho cercato di lasciarle la sua dignità aspettandola fuori dal bagno, ho fatto del mio meglio. Ed ora che non c’è mi rimangono dei vuoti ricordi, le sue fotografie che guardo con avidità cercando la vita che abbiamo condiviso . L’ho amata e soprattutto ammirata tanto. So di averla anche detestata tanto perché sapevo di non piacerle fisicamente, invidiata perché riusciva ad essere sempre in ordine, tollerata poco per le sue rigidità ed i suoi pregiudizi. Mi sento in colpa di un milione di mancanze e di assenze, nonostante creda di aver fatto tutto quello che mi è stato possibile fare soprattutto nell’ultimo anno.

Credo comunque di essere stata fortunata ad averla avuta con me fino ad ora, e fino a pochissimo tempo fa potevo contare sui suoi consigli e le sue opinioni.  In questi pensieri cerco di trovare conforto e pace.

 

 

 

Nebbia

Dove e quando ci siamo persi?

Non è importante tanto sapere di chi è la colpa ma scoprire il momento in cui abbiamo cominciato ad allontanarci, ognuno pensa ad altro, non c’è più noi, ci sono io e ci sei tu.

E’ triste tanto triste.

La nebbia rende tutto più confuso e spaventoso perchè non ti fa vedere l’orizzonte, non si vede la strada che riporta alla complicità ed alla tenerezza.

Ci si sente allora profondamente soli.

Pare facile

volersi bene.

Ci sono sempre mille cose da fare, persone a cui dare retta, esigenze altrui da soddisfare e intanto il tempo passa e le piccole magagne diventano grandi e più impegnative. Sarà che è stata una giornata impegnativa e intensa, così come lo sono tutte ultimamente. Cariche di pensieri cupi e malinconie.

Volermi bene sta diventando una delle priorità, troppi segnali mi dicono che non va per niente bene. Ripetendomi come un mantra questa affermazione ho affrontato la situazione e ho cercato di prendere delle decisioni sagge (ovviamente costosissime).

Oggi ho fatto la prima seduta di fisioterapia. Il fisioterapista è un giovanotto gentile e disponibile, paziente ed educato, la sala attrezzi ingombra di macchine, gli altri pazienti tutti vecchi, ma vecchi forte, tanto che alla fine mi sono sentita proprio come loro. Movimenti difficili, elasticità a zero, la pancia che ingombra, la memoria che non mi aiuta. Solo fino ad un paio di anni fa frequentavo regolarmente una palestra dove mi esibivo con vigore ed energia…. ora sono un plantigrado spiaggiato, e basta.

E’ stato un momento davvero difficile quasi da scappare via ma non l’ho fatto e non lo farò. Non mancherò al prossimo appuntamento con la nutrizionista, e salire sulla bilancia non sarà mortificante. Questa volta non ho scampo se non voglio trovarmi in ospedale. Ritroverò quella parte di me stessa che si nasconde sotto l’enorme pannicello adiposo, rivedrò la punta dei miei piedi. Mi vorrò bene nei prossimi mesi, sperando che nessuno remi contro, nemmeno io. Promesso !  ( lo so che l’ho già detto troppe volte ma abbiate pazienza e datemi fiducia)

Le detesto

Post ad alto tasso di lamenti ( stasera non ho intenzione di inibirmi)

………….

Invece ho cancellato tutto non ne vale la pena ci sono cose molto più importanti nella vita e bisogna guardare quelle.

 

Pomeriggi

Non credo potrò mai dimenticare questi lunghi pomeriggi domenicali trascorsi insieme. Te ne stai un po’ storta seduta sulla tua poltroncina, fumi l’ennesima sigaretta, bevi un po’ di succo di pompelmo ed acqua minerale, guardi la televisione, poche parole, qualche breve commento e le ore scorrono via. Siamo sole, non abbiamo bisogno di parlare. Io lavoro all’uncinetto e ascolto l’audio dello sceneggiato che ho già visto, e ti guardo ripensando al passato, a quella che eri. Downton Abbey è proprio adatto ad una come te. Sono felice che ti piaccia e che ti faccia trascorrere questi pomeriggi in serenità. Ci soffermiamo soprattutto sui vestiti e sui paesaggi, a me viene in mente la nostra grande casa dell’infanzia, per carità ben più piccola di quel castello, ma aveva una sua bella presenza anche lei! Ti rivedo in cima alle scale dell’entrata ad accogliere i tuoi numerosi ospiti da perfetta padrona di casa. Eri veramente inappuntabile. Elegante al punto giusto, cortese ed amichevole, ma il tuo carattere forte ed il tuo sguardo non concedevano troppe confidenze, se non volevi.

Cerco disperatamente di memorizzare ogni momento per non dimenticarlo troppo alla svelta. Mi prende la malinconia ma cerco di sorridere per nasconderti quanta paura ho, perchè dopo sarà tutto diverso ma di una diversità che non conosco e che mi spaventa.